’’Visitando molti luoghi diversi in tutta la sua provincia trovò un posto nelle terre di Chvostno detto Dečani… coperto di boschi, perché il luogo ha molti e vari alberi ed è molto fertile, allo stesso tempo piano ed erboso, mentre in ogni dove scorrono le acque più dolci, sgorgano le grandi fonti, accanto a un limpido fiume… sul lato occidentale è protetto dalle più alte montagne e dai loro pendii, e perciò c’è un’aria sana’’. Grigorij Camblak descrive così la scelta del luogo di collocazione della fondazione del re, ai piedi dei monti Prokletije, tra Peć, la sede dell’arcivescovado serbo e di Prizren, una delle capitali gloriose di Nemanjici.
I possedimenti del monastero erano enormi e comprendevano un’area geografica che si estendeva dal fiume Beli Drim, nella valle della Metochia e di Prizren, fino alle montagne di Komovi, all’attuale frontiera montenegrina, e dalla città di Peć al fiume Valbona in Albania; poi c’erano dei possedimenti separati a Polimlje, Drenica, nei dintorni di Prizren e del fiume Bojana.
Il monastero si erge sulla riva destra del fiume Dečanska Bistriza, nella provincia di Zatrnavlje, in un luogo ritenuto già da San Sava adatto all’ubicazione di un monastero, coperto da boschi di castagno e da alti pini. Alle sue spalle una gola penetra profondamente nei monti Prokletije, che fanno da corona ai fertili campi e rappresentano la frontiera naturale tra l’Antica Serbia e l’Albania.